Convocazione

1. Il Consiglio è convocato dal Presidente, sentita la Giunta Esecutiva, ogni volta che ne ravvisi l’opportunità. Il Presidente deve inoltre disporre la convocazione se richiesta dal Presidente della giunta esecutiva o dalla maggioranza dei componenti del Consiglio ovvero dalla maggioranza dei componenti della Giunta.
Se la riunione non soddisfa il criterio del numero legale (metà più uno dei componenti), viene dichiarata nulla dal presidente con apposito verbale e riconvocata per un giorno successivo senza più tener conto del vincolo dei 5 giorni, ferma restando la necessità della presenza della metà più uno dei componenti per la validità.

2. La richiesta di convocazione del Consiglio deve indicare gli argomenti specifici da trattare. E’ facoltà del Presidente del Consiglio di Istituto, sentiti i richiedenti, di anticipare o dilazionare la convocazione al fine di raggruppare altre richieste.

3. L’avviso di convocazione è effettuato con le modalità indicate nell’art. 35, comma 1.
La documentazione inerente agli argomenti all’ordine del giorno deve essere resa disponibile ai componenti del CdI presso l’ufficio indicato dal D.S.G.A. contestualmente all’avviso di convocazione. Se ritenuto necessario dalla Giunta esecutiva copia della documentazione può essere inviata a ciascun componente del consiglio.

4. In caso di necessità e urgenza motivata è facoltà del Dirigente Scolastico richiedere la convocazione del consiglio in seduta straordinaria con preavviso, anche mediante fonogramma, a tutti i componenti almeno ventiquattro ore prima dell’adunanza; se l’ordine del giorno necessita di verifiche assembleari, la convocazione deve essere rinviata di una sola volta su richiesta dei rappresentanti di una componente.
5. L’ordine del giorno della convocazione è formulato dal Presidente, sentita la Giunta Esecutiva, e deve contenere gli argomenti proposti dai singoli consiglieri, dagli organi collegiali della scuola e dalle assemblee delle singole componenti.

6. Per inserire all’ordine del giorno con richiesta motivata, argomenti non previsti ma compatibili è necessaria una deliberazione del Consiglio adottata, seduta stante, a maggioranza assoluta dei componenti. La proposta deve essere presentata dopo l’apertura della seduta e prima della discussione del primo punto all’ordine del giorno e può essere illustrata succintamente solo dal proponente; è inoltre consentito ad un altro membro del Consiglio di illustrare brevemente i motivi contrari alla proposta.

7. La durata della seduta non dovrà superare di norma le tre ore dall’ora fissata per la convocazione.

Votazione

1. La partecipazione al Consiglio è strettamente personale e nessuno può dare o ricevere deleghe. Ogni componente esprime un solo voto.

2. Per la validità delle sedute del Consiglio e le modalità di votazione si applicano le indicazioni di cui all’art. 35 comma 4.

3. I rappresentanti degli studenti eletti in Consiglio d’Istituto che non abbiano raggiunto la maggiore età non hanno voto deliberativo nelle materie di cui al secondo e al terzo comma, lett. b) dell’art. 10 del T.U. 297/94. I rappresentanti degli studenti hanno diritto di partecipare alla discussione sulle materie di cui al precedente comma e di esprimere il loro parere.

4 Il Consiglio d’Istituto è presieduto da uno dei suoi membri, eletto a maggioranza assoluta dei suoi componenti tra i rappresentanti dei genitori. In caso essa non venga raggiunta nella prima votazione, si procede al ballottaggio tra i due maggiormente votati. In caso di ulteriore parità dei voti la votazione sarà ripetuta a oltranza.
Il VicePresidente è eletto dal Consiglio tra i rappresentanti dei genitori, con le stesse modalità previste per l’elezione del Presidente. Le votazioni per l’elezione del Presidente e Vice-Presidente avvengono a scrutinio segreto.

Adempimenti del consiglio

1. Il Consiglio d’Istituto, oltre alle attribuzioni descritte nell’art. 37 del regolamento, su richiesta, può partecipare, per mezzo dei propri delegati, alle assemblee degli studenti; docenti e non docenti per recepire le istanze delle diverse componenti della scuola e garantire la loro più ampia partecipazione alla vita dell’istituto ed alla sua gestione. Il Consiglio esercita in ciascuna riunione il controllo dell’attività della Giunta svolta tra una riunione ed un’altra del Consiglio stesso.

2. Il Consiglio, con propria deliberazione può decidere di sentire, a titolo consultivo, gli specialisti che operano in modo continuativo nella scuola con compiti medico-psico pedagogici e di orientamento; può decidere, per determinati argomenti, di sentire anche gli esperti della materia ed i rappresentanti degli enti locali.
Il Consiglio, prima di deliberare su importanti questioni, allo scopo di garantire la più ampia partecipazione alla gestione della scuola, può decidere di consultare gli altri organismi collegiali della scuola.

3. Il Consiglio, al fine di meglio realizzare il proprio potere di iniziativa, demanda al presidente della Giunta Esecutiva, per le materie di particolare rilievo ed importanza, la costituzione di commissioni di lavoro composte da Docenti, non docenti, allievi e genitori indicati dai rispettivi organismi.
Le commissioni di lavoro, per meglio adempiere ai loro compiti, possono, previa indicazione al Presidente della Giunta Esecutiva, sentire esperti della materia. Le commissioni di lavoro esprimono pareri di carattere consultivo e, nell’ambito delle direttive impartite dal Consiglio, operano dandone comunicazione.
Al fine di garantire un efficace coordinamento dei lavori delle commissioni, il Presidente della Giunta Esecutiva può partecipare alle riunioni delle stesse.