Norme disciplinari

Finalità dei provvedimenti disciplinari

I provvedimenti disciplinari hanno finalità educativa e tendono al rafforzamento del senso di responsabilità ed al ripristino di rapporti corretti all’interno della comunità scolastica.

Responsabilità disciplinare

La responsabilità disciplinare è personale.

Nessuno può essere sottoposto a sanzioni disciplinari senza essere stato prima invitato ad esporre le proprie ragioni al Dirigente Scolastico.

Nessuna infrazione disciplinare connessa al comportamento può influire sulla valutazione del profitto.

In nessun caso può essere sanzionata, né direttamente né indirettamente, la libera espressione di opinioni correttamente manifestata e non lesiva della personalità altrui.

Infrazioni di rilievo disciplinare

Costituiscono mancanze disciplinari sanzionate con provvedimenti disciplinari i seguenti comportamenti:
a) rivolgersi all’insegnante, al personale e/o ai compagni con espressioni offensive e volgari;
b) assentarsi dalla lezione senza l’esplicito permesso dell’insegnante;
c) non svolgere regolarmente i lavori assegnati dagli insegnanti ed essere sprovvisti dei materiali scolastici;
d) disturbare l’attività dell’insegnante e dei compagni durante la lezione;
e) assentarsi alle verifiche orali e scritte se non per motivi validi e comprovabili;
f) usare espressioni di scherno o di disprezzo nei confronti delle persone o delle idee manifestate dai compagni, danneggiarne i beni e gli strumenti di studio;
g) sporcare, gettare oggetti o rifiuti per terra e all’esterno dell’edificio scolastico;
h) sporcare e danneggiare muri, banchi, servizi e ogni altra struttura usata per l’attività scolastica;
i) danneggiare o non restituire i materiali avuti in prestito (libri, vocabolari, riviste, pc, ecc.);
j) consumare cibi e bevande nei laboratori (comprese biblioteca, palestra) e nelle aule;
k) fumare all’interno dell’edificio scolastico (legge n. 584/75);
l) la violazione dei doveri dello studente e delle norme del regolamento;
m) ogni azione espressamente prevista come reato dalle leggi vigenti.

Provvedimenti disciplinari

I comportamenti degli studenti in contrasto con le finalità educative e formative della scuola vengono sanzionati con i seguenti provvedimenti:

a) richiamo verbale, privato o in classe
b) annotazione disciplinare sul giornale di classe
c) annotazione disciplinare sul giornale di classe e segnalazione alla famiglia
d) convocazione dei genitori per motivi disciplinari
e) sequestro di oggetti o materiali il cui uso non è consentito nell’ambito dell’istituto e segnalazione alla famiglia
f) allontanamento dalla comunità scolastica.

Le sanzioni sono sempre temporanee, proporzionate alla infrazione disciplinare e ispirate, per quanto possibile, al principio della riparazione del danno. Esse tengono conto della situazione personale dello studente. Allo studente è sempre offerta la possibilità di convertirle in attività in favore della comunità scolastica. (Statuto…, cit., art. 4, comma 5) .
Tali attività alternative alle sanzioni, da svolgere per un congruo numero di ore, possono consistere in:
- ripulitura dei prati e aiuole circostanti l’edificio
- ripulitura da scritte dei muri dell’edificio scolastico e degli edifici circostanti
- raccolta differenziata di materiali di scarto (carta, lattine, ecc.)
- riordino dei materiali della biblioteca.
- attività di collaborazione con i docenti per l’allestimento di mostre.
- attività di collaborazione con il C.I.C.

Le sanzioni e i provvedimenti 1.a), 1.b), 1.c), 1.d), 1.e) sono irrogate dal docente responsabile dell’attività didattica svolta al momento dell’infrazione disciplinare rilevata o, nei casi di maggiore rilevanza, dal Dirigente Scolastico.

Le sanzioni e i provvedimenti che comportano l’allontanamento dalla comunità scolastica sono sempre adottati da un organo collegiale.

Il temporaneo allontanamento dello studente dalla comunità scolastica può essere disposto solo in caso di gravi o reiterate infrazioni disciplinari per periodi non superiori ai quindici giorni.

Nei periodi di allontanamento deve essere previsto, per quanto possibile, un rapporto con lo studente e con i suoi genitori tale da preparare il rientro nella comunità scolastica.

L’allontanamento dello studente dalla comunità scolastica può essere disposto anche quando siano stati commessi reati o vi sia pericolo per l’ incolumità delle persone. In tal caso la durata dell’allontanamento è commisurata alla gravità del reato ovvero al permanere della situazione di pericolo. Si applica per quanto possibile il disposto del punto 5.

Nei casi in cui l’autorità giudiziaria, i servizi sociali o la situazione obiettiva rappresentata dalla famiglia o dallo stesso studente sconsiglino il rientro nella comunità scolastica di appartenenza, allo studente è consentito di iscriversi, anche in corso d’anno, ad altra scuola.

Le sanzioni per le mancanze disciplinari commesse durante le sessioni d’esame sono inflitte dalla Commissione d’esame e sono applicabili anche ai candidati esterni.

Per l’irrogazione delle sanzioni che comportano il temporaneo allontanamento dello studente dalla comunità scolastica e per i relativi ricorsi si applicano le disposizioni di cui all’art. 328 commi 2 e 4 del Decreto Legislativo 16 febbraio 1994, n. 297.

Ricorsi - organi di vigilanza

Contro le sanzioni disciplinari diverse da quelle di cui al punto 9 dell’art. 32 è ammesso ricorso, da parte degli studenti, entro quindici giorni dalla comunicazione della loro irrogazione, all’ Organo di Garanzia Interno.

L’Organo di Garanzia Interno è composto da un docente, uno studente frequentante una classe dell’ultimo triennio e un genitore designati dalle rispettive componenti elette nel Consiglio d’Istituto ed è presieduto da un collaboratore della Presidenza nominato dal Dirigente Scolastico. La decisione sui ricorsi avverso le sanzioni comminate deve essere assunta entro sette giorni dalla presentazione.

L’Organo di Garanzia Interno decide, su richiesta degli studenti o di chiunque vi abbia interesse, anche sui conflitti che sorgano all’interno della scuola in merito all’applicazione dello Statuto delle studentesse e degli studenti e del presente regolamento.

Il Dirigente dell’Amministrazione scolastica periferica decide in via definitiva sui reclami proposti dagli studenti o da chiunque vi abbia interesse, contro le violazioni dello Statuto delle studentesse e degli studenti, anche contenute nel presente regolamento. La decisione è assunta previo parere vincolante di un Organo di Garanzia Provinciale composto da due studenti designati dalla Consulta provinciale, da tre docenti e da un genitore designati dal Consiglio scolastico provinciale e presieduto da una persona di elevate qualità morali e civili nominata dal Dirigente dell’Amministrazione scolastica periferica.